Le parole dell’ospitalità | RevPAR, TRevPAR, ARPAR

La terminologia del settore alberghiero.

Oggi parliamo di:

  • RevPAR (Revenue Per Available Room)RevPAR (ricavi per camera disponibile)
  • TRevPAR (Total Revenue Per Available Room)TRevPAR (ricavi totali per camera disponibile)
  • ARPAR (Adjusted Revenue Per Available Room)ARPAR (ricavi rettificati per camera disponibile)

Il RevPAR, acronimo di Revenue Per Available Room, cioè ricavi per camera disponibile, è un parametro che si utilizza per valutare la gestione dell’inventario e delle tariffe di un hotel rispetto all’ottimizzazione dei ricavi.

Mentre l’ADR, cioè la tariffa media giornaliera, si basa sulle camere vendute, il RevPAR si basa su tutte le camere disponibili, anche quelle non vendute.

Si può calcolare in due modi: moltiplicando il tasso di occupazione con l’ADR oppure dividendo i ricavi delle camere dell’hotel per il numero totale delle camere disponibili.

Il RevPAR, insieme all’ADR e ai dati di occupazione, fornisce un quadro complessivo delle prestazioni dell’hotel: è considerato da molti l’indice principale su cui basare le strategie di revenue management ed è un indicatore del successo economico di un hotel. Ha però il limite di considerare solamente i ricavi delle camere e non i ricavi globali dell’hotel (F&B, meeting ecc.).

Per questo, secondo altri, per misurare le prestazioni economiche effettive di un hotel è meglio basarsi sul TRevPAR, cioè Total Revenue Per Available Room o ricavi totali per camera disponibile. Il TRevPAR si calcola dividendo i ricavi totali dell’hotel per il numero di camere disponibili. Ma anche questo parametro ha dei difetti: non tiene infatti conto né del tasso di occupazione né dei costi sostenuti dall’hotel.

Ecco quindi che nasce un nuovo parametro di misurazione del revenue management, l’ARPAR, Adjusted Revenue Per Available Room o ricavi rettificati per camera disponibile, calcolato così:

(ADR – Costi variabili per camera occupata + Ricavi aggiuntivi per camera occupata) * Tasso di occupazione

La formula è complicata, ma il risultato offre una visione più completa della redditività dell’hotel.

Questi termini si traducono? Nelle comunicazioni B2B non si traducono e si usano spesso solo gli acronimi, mentre se ci si rivolge a un pubblico più ampio o proveniente da altri settori, è preferibile, alla prima occorrenza del termine, spiegare per esteso l’acronimo inglese seguito dalla traduzione in italiano.

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L’autore del contributo
lauracattaneo.euLaura Cattaneo è una traduttrice italiana che lavora da inglese, francese e spagnolo, specialista in MarCom, transcreation, lusso, ospitalità, legale. La sua esperienza e le competenze di traduzione, revisione, scrittura, marketing e analisi culturale le consentono di adattare i testi ai gusti, alla cultura e alle consuetudini del pubblico e del mercato di lingua italiana. Seguila su Twitter @lauracattaneo_ o visita il suo sito web lauracattaneo.eu
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